Strategie digitali per la Scuola: il Convegno Stelline raccontato da Luigi Catalani

Strategie digitali per la Scuola: il Convegno Stelline raccontato da Luigi Catalani

Ecco come è andato il Convegno Stelline. Il racconto di Luigi Catalani tra temi trattati, approfondimenti e spunti per una strategia digitale della scuola!

Bibliotecari e docenti hanno un’attitudine professionale comune, un approccio pedagogico al mondo della conoscenza percepibile facilmente, tanti strumenti da condividere per la produzione del sapere. Tra questi c’è sicuramente Wikipedia.

Convegno Stelline e Strategie Digitali per la Scuola a Milano

Un’ulteriore conferma la si è avuta lo scorso 14 marzo a Milano, nel magnifico scenario del Palazzo delle Stelline, sede quest’anno non solo del tradizionale Convegno Stelline, appuntamento irrinunciabile per la comunità bibliotecaria italiana, ma anche della prima edizione di un Convegno rivolto ai docenti, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Editrice Bibliografica, l’Università degli Studi di Milano e l’Associazione Italiana Biblioteche, con il contributo di MediaLibraryOnLine e Wikimedia Italia.

Nelle varie sessioni del Convegno principale si è discusso del tema “La biblioteca che cresce”, ossia della necessità di gestire la complessità dei contenuti e delle pratiche professionali per favorire la crescita e l’integrazione sociale delle informazioni e dei servizi. Contemporaneamente, un’ampia platea di insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado rifletteva e discuteva sulle “Strategie digitali per la scuola”, stimolata dalle sollecitazioni dei relatori che si sono alternati nella gremita sala Volta del Palazzo.

Scuola e Digitale: la tecnologia per educare alla cittadinanza

La sessione mattutina, introdotta e coordinata dal Prof. Edoardo Barbieri, Direttore dei Master Professione Editoria e Booktelling dell’Università Cattolica, ha visto i contributi del Prof. Pier Cesare Rivoltella (Università Cattolica), che ha posto alcune questioni propedeutiche alla costruzione di conoscenza e all’educazione alla cittadinanza attraverso le tecnologie a scuola, del Prof. Alessandro Bogliolo (Università Carlo Bo di Urbino), che ha accompagnato i docenti lungo un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo per dimostrare che siamo tutti nativi digitali e che occorre analizzare il significato della parola digitale per ripristinare il giusto rapporto tra umanità e tecnologia.

Colgo l’occasione per segnalarvi questo MOOC: https://mooc.uniurb.it/wp/digimooc/).

Perchè si parla ancora di “Scuola Digitale” come di una novità?

Quanto sia inflazionato, fuorviante e tautologico il termine digitale lo ha mostrato Francesco Leonetti, formatore, informatico e autore di ePubEditor, il miglior tool per l’autoproduzione di ebook e contenuti didattici digitali: se da oltre trent’anni si parla di introdurre l’informatica a scuola e si avverte ancora il bisogno di parlare di “scuola digitale” e non semplicemente di “scuola”, vuol dire che qualcosa non sta funzionando.

Se non si cambia metodo è inutile cambiare strumenti, ovvero se si continua a considerare il digitale uno strumento (come confermato dal sondaggio in tempo reale effettuato tra i presenti) e non un metodo che impone il ripensamento della didattica, tra trent’anni la situazione non sarà cambiata.

Accesso ai contenuti digitali: come stanno le cose?

Giulio Blasi e Paola Pala hanno presentato il progetto MLOL Scuola per le biblioteche scolastiche digitali, un nuovo paradigma per l’accesso ai contenuti digitali a scuola e allo stesso tempo uno strumento prezioso per raccogliere dati circa l’incremento della fruizione di contenuti digitali da parte degli studenti (e delle loro famiglie).

Il digital lending (prestito online di contenuti digitali) e la distribuzione di contenuti open access sono una grande opportunità per sopperire ad alcune carenze storiche del sistema bibliotecario scolastico italiano.

Wikipedia a scuola: una straordinaria opportunità formativa

Da parte mia, ho riaffermato, nelle vesti di coordinatore nazionale di Wikimedia Italia per la didattica, le straordinarie opportunità formative aperte dell’utilizzo avanzato di Wikipedia a scuola.

I progetti Wikimedia

I progetti Wikimedia sono strumenti liberi, partecipati e pronti per essere utilizzati dagli studenti delle scuole. Già tanti docenti li hanno inseriti nella propria attività didattica per favorire lo sviluppo di competenze informative digitali, di pratiche di apprendimento attraverso il fare (learning by doing) e del pensiero critico inteso come approccio maturo e consapevole alla complessità dell’ecosistema informativo contemporaneo.

I docenti che hanno intenzione di approfondire l’argomento possono consultare gli Schoolkit elaborati da Wikimedia Italia e pubblicati dal MIUR all’interno del Curriculum di educazione civica digitale.

Gli Schoolkit sono modelli di istruzioni per sostenere dirigenti, docenti e tutta la comunità scolastica nello sviluppo di pratiche innovative ovvero nella progettazione e nell’attuazione delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale. Gli insegnanti scopriranno in pochi semplici passi come fare educazione all’informazione con Wikipedia, come sviluppare la gestione digitale del patrimonio culturale con i progetti Wikimedia, come creare risorse educative aperte in maniera collaborativa con Wikibooks e così via.

Wikibooks per costruire libri di testo open content

A Wikibooks, l’ambiente ideale dove costruire in maniera collaborativa libri di testo open content, è stato dedicato anche uno dei workshop che si sono susseguiti nel corso della giornata. I docenti hanno avuto modo di conoscere più da vicino il funzionamento e le potenzialità didattiche di Wikipedia e di Wikisource (una biblioteca digitale libera e gratuita), e di apprezzare l’accessibilità e usabilità dei progetti Wikimedia per gli ipovedenti.

Se sei interessato alla Scrittura Collaborativa in questo post puoi leggere: Cos’è la Scrittura Collaborativa e come inziare a usarla nella didattica.

Altri workshop hanno messo a fuoco la multimedialità e le app come risorse per l’inclusione, varie tecniche di ricerca delle informazioni, strumenti per il social reading e il social writing, infine il software gestionale Clavis per le reti di biblioteche scolastiche.

Le biblioteche scolastiche innovative per ripensare le attività digitali

Proprio le biblioteche scolastiche sono state al centro della riflessione delle sessioni pomeridiane, coordinate da Maurizio Caminito, Presidente dell’Associazione Forum del libro. Tra i vari interventi segnaliamo quello della Prof.ssa Maria Vittoria Alfieri (Università Cattolica), che ha offerto spunti, contenuti e strumenti sulla didattica “attuale” nell’era del BYOD, e quello del Prof. Gino Roncaglia (Università della Tuscia), che ha individuato le condizioni per l’applicabilità del concetto di terzo spazio alle biblioteche scolastiche. Concepire la biblioteca scolastica come ‘terzo spazio’ – inteso come spazio capace di “spezzare” sia il gruppo classe sia le rigide suddivisioni e barriere disciplinari, favorendo un lavoro trasversale legato alla socializzazione e agli interessi specifici degli studenti – richiede un ripensamento sia di alcune delle attività che vi vengono svolte, incluse quelle legate al digitale, sia della sua organizzazione e delle sue attrezzature.

Le piattaforme Wikimedia, che sono state evocate anche in diversi interventi del Convegno rivolto ai bibliotecari (citiamo quelli di Claudio Forziati, Chiara Storti, Marco Chemello e Luca Martinelli), possono essere adottate con profitto anche in percorsi di alternanza scuola-lavoro e in progetti che trovano nelle biblioteche scolastiche innovative l’ambiente (fisico e digitale) ideale per lo sviluppo della digital information literacy e la produzione di risorse libere.

Luigi Catalani

Per approfondire:

Se ti interessano i temi trattati, ecco alcuni materiali di approfondimento che puoi consultare liberamente.

Info sull'autore

Luigi Catalani author

Bibliotecario presso la Biblioteca Provinciale di Potenza, Coordinatore nazionale scuola/università per Wikimedia Italia. Autore di saggi e formatore sui temi dell'uso delle piattaforme di scrittura collaborativa nella didattica.

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